Home Filarmonica Alpina La Filarmonica Alpina a Roma per festeggiare i suoi 150 anni (aprile 2008)
La Filarmonica Alpina a Roma per festeggiare i suoi 150 anni (aprile 2008) PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuliana Giuntini   
Mercoledì 30 Aprile 2008 01:00

La filarmonica alpina a Roma

Erano ormai parecchi anni che la Banda non organizzava più la gita. Dopo la Valle d’Aosta , Montecarlo, Venezia, Assisi e Montepulciano, ci voleva un qualcosa di speciale che celebrasse degnamente una ricorrenza storica come un "compleanno di ben 150 anni". Già dallo scorso anno Raffaello e la Simona, coadiuvati dal Ferrari, avevano cominciato ad organizzare la gita che ci avrebbe portati a Roma, in visita al Santo Padre durante l’Udienza del mercoledì.

Martedì 29 aprile, di buon mattino (alle tre di notte !!!) siamo partiti alla volta di Roma: due pullman carichi di "sonatori" ma anche di tanta gente del paese. Non poteva certo mancare il nostro parroco Don Gianni e Francesco il nostro Sindaco che sono saliti sul piano della Pieve sotto una fitta pioggerellina che non prometteva niente di buono. Dopo qualche sosta e delle "sonore" dormite, siamo giunti a Roma. Prima tappa era la visita ai Giardini Vaticani. Divisi in 2 gruppi, per evitare di perdersi, e muniti di auricolari, siamo stati accompagnati da due atttempate quanto energiche e preparate guide e abbiamo visitato gli splendidi Giardini: 40 ettari di prati perfettamente curati, alberi e piante di ogni tipo, fontane e statue in ogni angolo,vialetti e siepi dalle forme e dai disegni particolari spuntavano da ogni parte. Non parliamo poi del panorama che vi si godeva della città e della Cupola di San Pietro. Questo non era che l’inizio delle meraviglie che avremmo visto poi nel pomeriggio. Dopo una sosta al Museo delle Carrozze, dove abbiamo trovato una sfilza di carrozze, dalle più semplici alle più sfarzose ed eleganti, usate dai Papi del passato, fino alle papamobili più recenti, siamo entrati nei Musei Vaticani: c’è solo una parola, meravigliosi. Una continua meraviglia che scorreva davanti agli occhi: dalle lunghe gallerie completamente affrescate alla Galleria degli arazzi, dai mosaici alle sculture di marmo e di bronzo, una collezione infinita di meraviglie in ogni angolo, in fondo ad ogni sala, in ogni cortile che trovavamo. Abbiamo visto solo una parte dei Musei che raccolgono reperti che vanno dall’antichità egizia all’epoca contemporanea; ci sarebbero voluti giorni interi per vedere tutto. La degna conclusione della visita dei Musei è stato l’ingresso nella Cappella Sistina: qui veramente non ci sono parole, capisci però perchè persone dai più lontani paesi del mondo fanno migliaia di chilometri per venire a vedere "Il giudizio finale", la "Creazione di Adamo" e le "Storie della Genesi" e hai la prova tangibile che veramente Michelangelo era un genio. Ancora stupiti dalle bellezze fino ad allora viste, siamo scesi sotto la basilica per visitare la tomba di Giovanni Paolo II: una semplice piastra di marmo bianco, semplice ed essenziale, senza sfarzo e decori. L’indomani sarebbe stata una giornata altrettanto emozionante.

E’ il Papa che tutti noi sentiamo più vicino, sia per tutto ciò che ha fatto durante il suo lungo pontificato sia per il suo modo di fare con le personeper cui è stato un momento toccante che ha emozionato molti di noi. Siamo poi risaliti nella Basilica di San Pietro dove " a sorpresa" (noi qualche cosa sapevamo ma lui no), Don Gianni ha concelebrato la Santa Messa assieme ad altri cinque sacerdoti. La lunga prima giornata stava volgendo al termine: esausti, per i chilometri macinati ma anche per la quantità di emozioni vissute e di meraviglie viste, abbiamo raggiunto l’albergo a Frascati dove, dopo un’ottima e abbondante cena siamo andati a riposare.

Buttati giù dal letto all’alba ( a parte qualche spensierato giovane che, "ritardando un pochino" ha dovuto raggiungere Roma in metropolitana !), siamo arrivati in Vaticano alle sette in punto: noi "sonatori" con la nostra bella divisa e gli strumenti in mano, i castiglionesi già in fila per entrare in San Pietro e prendere posto per l’Udienza. Dopo circa un’ora i nostri paesani sono entrati; poco dopo anche la Banda accompagnata dal continuo suonare del metal detector al passaggio dei nostri strumenti. Ci precedeva una numerosa banda austriaca, impeccabile nei tradizionali abiti tirolesi, con tanto di cappotto e calzettoni di lana. Poi siamo entrati noi: la Filarmonica ha iniziato la sua sfilata, suonando tra migliaia di persone che applaudivano e ha raggiunto il suo posto ai piedi della scalinata sulla cui sommità avrebbe poi trovato posto il Papa. E’ stata una sensazione unica e irripetibile per tutti noi: sfilare e suonare davanti a tutta quella gente (erano già presenti migliaia di persone) per di più in San Pietro. Il tempo di sederci e riassettarsi un po’ che sentiamo in lontananza un trascinante motivo messicano e vediamo avvicinarsi una grande macchia bianca e rossa: un’incredibile banda di ragazze e ragazzi che suonando e ballando stavano venendo verso di noi. Un gruppo enorme, 150 suonatori e 30 ballerine vestite con abiti tradizionali si erano posizionati proprio alle nostre spalle coinvolgendo tutti con la loro energia e musicalità; non erano musicisti professionisti ma "solo" studenti di una scuola superiore di Vera Cruz (Messico) . Tra lo stupore, non solo nostro ma anche dei Tirolesi, abbiamo contato 22 flauti e altrettanti sax, 5 bassi, grancasse, trombe, tamburi e piatti a non finire. Uno spettacolo unico che ci ha ancor di più caricato nel suonare i brani del nostro programma. A turno, prima i tirolesi poi noi e infine i messicani, abbiamo suonato i nostri pezzi fino all’arrivo del Papa. E’ arrivata poi un’altra banda italiana, che partendo la sera prima dalla Sicilia era arrivata un po’ in ritardo ma giusto in tempo per l’udienza.Verso le 10 e mezza, anticipato da applausi e ovazioni e dopo un breve giro in papamobile tra la folla, Benedetto XVI ha iniziato l’udienza: un resoconto del suo recente ultimo viaggio negli Stati Uniti che è stato poi letto in altre 6 lingue. E’ stata poi la volta della benedizione e dei saluti ad ogni singolo gruppo o parrocchia o scuola, italiano e straniero presente nella Piazza. Ad ogni nome corrispondevano sventolii di bandiere, grida e applausi e, quando è giunto il nostro turno abbiamo suonato un brano tra gli applausi delle 34 mila persone presenti quel giorno in San Pietro. Finita l’udienza il Papa si è intrattenuto con personalità politiche e religiose provenienti da tutte le parti d’Italia e del mondo. Anche il nostro sindaco Francesco e il nostro parroco Don Gianni hanno avuto l’onore di parlare personalmente con Benedetto XVI e gli hanno donato una bellissima tavola in legno di castagno, frutto dell’abilità del nostro presidente Antonio Martinelli. Antonio, che non è nuovo a creazioni del genere, durante i mesi invernali, ha intarsiato su legno Santa Cecilia, patrona della Musica con, in miniatura, gli spartiti dell’Ave Maria. Un’opera davvero unica e particolare nonché splendida che ci ha permesso di fare un‘ottima figura. Non sono mancati attimi di commozione e c’era chi tentava di nascondere qualche furtiva lacrimuccia. Soddisfatti per la bella esperienza vissuta e per l’ottima "prestazione sonora" fatta di fronte al Papa, la Banda si è riunita al suo gruppo di paesani per le foto di rito e siamo poi andati a pranzare. Nel pomeriggio siamo ripartiti e dopo una sosta dedicata allo shopping siamo giunti in serata a Castiglione. Il commento a questa esperienza, che è riduttivo chiamare "gita", è stato unanime: unica, toccante, emozionante. Senza dubbio l’organizzazione di Silvio dell’agenzia "I viaggi di Andrea" è stata ottima; per l’ingresso ai Musei Vaticani c’era un chilometro di fila che noi abbiamo completamente superato, e nella visita alla tomba di Giovanni Paolo II eravamo solo noi in quanto il flusso continuo delle persone era stato temporaneamente bloccato. Non dobbiamo dimenticare che la collaborazione e serietà da parte di tutti hanno certamente contribuito alla completa riuscita di queste due intense giornate. Un sentito ringraziamento quindi da parte della Banda a Silvio e a tutti i partecipanti.

La prossima scadenza importante per la Filarmonica Alpina saranno i 200 anni della sua fondazione: visto che mi sembra un po’ troppo lontana nel tempo, non è che potremmo festeggiare il 155° e fare un altro viaggetto a Roma, magari tre giorni, così, per non farci mancare nulla ???

La filarmonica alpina in Vaticano

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Dicembre 2008 14:02