Home Sport News ATLETICO CASTIGLIONE: INTERVISTA A GIANCARLO MARCHIONE CAPOCANNONIERE CAMPIONATO AMATORIALE 2010/11
ATLETICO CASTIGLIONE: INTERVISTA A GIANCARLO MARCHIONE CAPOCANNONIERE CAMPIONATO AMATORIALE 2010/11 PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara   
Giovedì 28 Aprile 2011 20:49

E’ l’ultimo scontro del girone di ritorno, al Sisti Barfucci, il clima è primaverile e il morale dei ragazzi è abbastanza tranquillo.

L’atletico Castiglione e il Camporgiano sono già qualificate ai play off e quello che si preannuncia un match tranquillo diventa una vera e propria partita, con un Castiglione in sordina e un Camporgiano che sciorina un buon calcio.

E’ il tentacinquesimo del primo tempo…bella azione dell’ Atletico con Marchione che sta per liberarsi al tiro ma viene atterrato in area dal diretto avversario…è rigore…e dal dischetto Marchione non lascia scampo al portiere!

Il risultato a fine partita lascia l’amaro in bocca alla compagine di mister Turri che perde per tre reti a due la partita ma Giancarlo che ha all’attivo 9 goal, sommando questo 10, è vicinissimo al titolo di capocannoniere. Con lui a 9 goal c’è solo Chiriacò del Poggio.

La partita finisce e dal Poggio ci telefonano per informarsi su un eventuale goal di Marchione..da lì apprendiamo che Chiriacò rimane a quota 9… Giancarlo Marchione è il capocannoniere del campionato UISP 2010/2011!

Appresa la notizia Giancarlo appare visibilmente soddisfatto e felice, iniziano i festeggiamenti allo Spritz Club e anche noi sostenitori dell’atletico condividiamo la sua gioia!

Dopo tanti anni di carriera calcistica anche a livelli molto superiori giunge un titolo meritatissimo e anche noi ne siamo molto orgogliosi!

Da qui la curiosità di saperne di più sul suo percorso..

Giancarlo, parlaci un po’ del tuo percorso calcistico.

Il mio percorso calcistico comincia a 8 anni nella stagione 1982/83 nell’OMI MITA, una società dilettantistica di Roma nel quartiere Garbatella. Dopo tutta la trafila delle giovanili cambiando varie società sono approdato all’Albatros R.i. che ha sede alla Magliana, dove sono rimasto per 10 anni diventandone capitano dopo 4 stagioni, disputando campionati di Prima e Seconda Categoria e Promozione, il punto più alto della mia carriera. Poi nel 2006 ho cominciato a giocare negli amatori di Roma dove ho giocato 2 anni, per poi trasferirmi in Garfagnana e far parte dell’Atletico. A parte il 1996, quando facevo il militare, non ho mai saltato una stagione e, il prossimo anno, conto di festeggiare il trentennale della carriera.

Una carriera calcistica ricca insomma.. aldilà della diversità di livello, ora giochi in un campionato amatori, il cambiamento dovuto al passaggio da un ambiente di una grande città come Roma a quello di un paese come Castiglione ti ha procurato delle difficoltà?

No, assolutamente. Sono stato accolto benissimo dai nuovi compagni di squadra e, grazie all’aiuto del capitano Titti, mi sono subito inserito nel gruppo. E poi, al di là dei dialetti, quando sul campo si parla la stessa lingua riesce tutto più facile.

Sappiamo che sei un grande tifoso laziale, c’è qualche calciatore che ha ispirato la tua carriera calcistica?

Juan Sebastian Veròn.

Quest’anno hai ottenuto il titolo di capocannoniere, una gran bella soddisfazione, dedichi a qualcuno questo titolo?

In realtà mi vengono in mente tante persone. Per esempio la super nonna Maria, che il sabato durante le partite si occupa della piccola Marta. Oppure penso a Cristian Panzani, che in 2 anni si è procurato una marea di rigori permettendomi di incrementare il bottino…che giocatore! Ma se devo fare un nome dico il Nero; è fermo da inizio stagione per un infortunio al ginocchio. So bene quanto è dura stare fuori, ma noi l’aspettiamo ad agosto per la preparazione.

Te l’aspettavi?

No. Ho sempre segnato 5/6 gol a stagione e ho sempre tirato i rigori. Ma quest’anno è andato tutto per il verso giusto e le difficoltà degli attaccanti di tutte le squadre hanno fatto il resto. Per fortuna che non c’era il Malatesta.

Cosa si prova?

Per tutti noi il campionato amatori è come la Champions League, quindi è stata una grandissima soddisfazione. Ma l’emozione più grande l’ho provata nella partita successiva quando, anche a centrocampo, mi hanno messo una marcatura a uomo…non mi succedeva da una vita.

C’è qualcosa della tua carriera calcistica che cambieresti?

A 16 anni ero veramente forte. Ho perso il treno per una stupidaggine.

La partita più bella mai disputata?

Spareggio per la promozione in prima categoria nel ’95. Abbiamo vinto 1-0, ho segnato a un minuto dalla fine: apoteosi. Lo sogno tutt’ora una volta al mese. Col Castiglione invece, due anni fa in notturna a Sillicagnana contro il Camporgiano…mi riusciva tutto.

Un compagno di squadra che ricordi con piacere…

Tony. Lui è il Castiglione.

Se ti dico Raffaello Turri…

È un allenatore nato. Fa sentire tutti importanti e, come i grandi allenatori, ritorna sui suoi passi cambiando modulo di gioco in funzione dei suoi giocatori. Ha il rispetto di tutti perché rispetta tutti.

Se ti dico Titti…

È un leader naturale, trascinare il gruppo ce l’ha nel dna. E poi è un grandissimo calciatore e un grande uomo. Lo stimo molto.

Nel tuo futuro c’è il calcio o pensi di accontentarti dei ricordi e delle glorie da calciatore?

Mi piacerebbe fare l’allenatore del Castiglione in futuro. Il mio Atletico giocherà con il 4-4-2 e farà molti gol su schema su calci piazzati.

Sei consapevole del fatto che molti credono in te e che sono orgogliosi di averti “acquistato”?

Sento la fiducia dell’ambiente, ma sono ancora in debito… quel rigore lo scorso anno a Casatico non dovevo sbagliarlo. Magari me ne capita uno quest’anno al Nardini così butto giù la porta.

(lo speriamo anche noi, ndr).

Saluto e ringrazio Giancarlo per avermi concesso questa intervista e con la grande umiltà che lo caratterizza sia in campo sia fuori è lui che ringrazia me per averlo fatto sentire un “giocatore vero” così come lui dice…ma giocatore vero lo è e sa dimostrarlo! Grazie..

C.B.