Home Cultura e Storia del territorio CASTIGLIONE: LA PORTA DEL CASTELLO NEL 1661
CASTIGLIONE: LA PORTA DEL CASTELLO NEL 1661 PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Luigi Lucchesi   
Mercoledì 07 Luglio 2010 10:58

In visita all’Archivio di Stato di Lucca , alla ricerca degli Statuti del Comune di Castiglione che non riusciamo a trovare nel nostro importante Archivio storico, ma che dovremmo invece trovare a Lucca (perché gli Statuti approvati dal Parlamento delle singole Vicarie dovevano essere trasmessi, in copia, alla Repubblica di Lucca per riceverne l’approvazione e l’esecutività) ci siamo così imbattuti in una interessante “carta” di cui vale la pena di riferire … un progetto di lavori sulla Porta del Ponte levatoio. Abbiamo anche trovato gli Statuti cercati! Quello del 1625 e quello del 1731; lavorare su questi Statuti sarà un impegno certamente interessante ed importante… ma molto impegnativo e lungo, considerando il lavoro già fatto per l’unico Statuto pubblicato ( quello del 1522 ).

 

 

 

Riferire invece sul documento della Porta del Ponte Levatoio sarà più breve, ma altrettanto interessante!

La Porta della cinta muraria, circondata da un fossato privo di acqua ma pur sempre valido per impedire che i nemici si accostassero direttamente alla muraglia, era dotata di un ponte levatoio che si abbassava all’alba e veniva sollevato al calare della notte e…. chi c’era c’era e chi non c’era si doveva arrangiare! La Porta , l’unica della Fortificazione, era dotata delle strutture e dispositivi necessari per manovrare il Ponte levatoio (l’insieme era denominato “ Castello”) ed un corpo di guardia costantemente destinato alla Porta per regolarne gli accessi e per provvedere alla difesa in caso di attacchi; anche i due torrioni della Porta, da vicino, e del Fattori da più lontano, avevano la funzione di difesa della Porta.

La Porta era anche una postazione di primo controllo dell’ingresso dei “forestieri” nel Castello, perché da essi poteva venire il pericolo di infiltrazioni e di attacchi improvvisi. Per ovvie questioni di controllo e di difesa, sia dall’esterno all’interno che dall’interno all’esterno della Porta, non era consentito l’accesso diretto al Ponte; una robusta e alta palizzata chiamata “il rastello” (ricordava infatti il rastrello di legno usato nei campi!) formava un recinto a cui si accedeva da una stretta apertura che lasciava passare le persone, i cavalieri e un carro per volta. Un “casino” per la sentinella presidiava il rastrello esterno.

Il controllo sulle persone e su quanto entrava nel Castello era una precauzione necessaria per evitare che si potesse costituire una azione nemica all’interno della Fortificazione; già negli Statuti del Comune erano presenti norme severe nei confronti dei “forestieri” che volevano diventare “homini di Castiglione” acquisendo la cittadinanza castiglionese ed ancora più difficile era per i forestieri l’acquisto di terreni e case.

L’azione militare diretta del nemico, nella circostanza di un assedio, era riconducibile a tre possibilità: scalare le mura e penetrare nella fortezza, aprire delle brecce nelle mura (e questo accade più facilmente quando arrivano le armi da fuoco!), sfondare la Porta.

Poiché le prime due azioni erano di non facile e rapida applicazione, più di frequente si concentrava l’incursione sulla Porta. Va da sé che la difesa della Porta aveva una importanza preminente ed anche in tempo di pace si doveva essere molto vigili ed accorti perché non erano mancate azioni improvvise (un blitz), a ponte levatoio abbassato, per conquistare la Fortezza entrando proprio dalla Porta!

Di sicura e rapida protezione contro attacchi improvvisi e per bloccare l’ingresso dei nemici era la possibilità di fare scendere dall’alto una robusta “saracinesca” (meglio due) che in pochi secondi bloccavano l’ingresso sia dalla parte del Ponte levatoio che verso la Piazza.

La Carta del Paoli, risalente al 1661, rappresenta in pianta la struttura della Porta (l’unica carta che descriva dettagliatamente la Porta di Castiglione!!) dove il Paoli propone la sistemazione di due “saracinesche” . Al piano terra veniva raccolta una scorta di pietre che venivano poi gettate dalle caditoie; salendo al piano superiore si trovava il corpo di guardia destinato alla manovra del ponte levatoio e delle saracinesche ed alla difesa dall’alto del torrione.

Da una pianta della Chiesina di S. Antonio si nota che L’abside (e si vede dallo spessore! ) era piuttosto fragile: infatti la scritta riferisce che “ questa è la tribuna che con facilità si può rompere e impadronire della porta”. Al centro, dopo il Ponte levatoio, si vede la progettazione dei due pilastri A-B dove “qui si può far cadere la saracinesca”. A sinistra un ampio locale dove veniva alloggiato il “Corpo di Guardia” (si vede sulla parete anche la sezione del caminetto) che, giorno e notte per tutto l’anno, doveva presidiare la Porta. All’estremo della Porta verso la piazza la scritta “qui cade la saracinesca” e “Rastello dentro il Castello”; in questo modo la difesa della Porta aveva e disposizione validi strumenti. A sinistra la “ Casa dove abita il Capo Pieruccio da Lupinaia. Nella “Piazza di Cast.ne” si vede a destra la “Cisterna” dove si può osservare la pianta delle due colonne che sostenevano la struttura del Pozzo a cui i Castiglionesi accedevano per le provviste di acqua.

Nell’angolo a destra della carta la “Pianta della porta del Castello di Castiglione – V. Paoli”, dove si spiega che “Se si farà cadere la saracinesca dall’entrata del Castello io credo che sarà benissimo; essendo più opportuno il farlo riconoscere prima da chi la deve mettere in opera acciò ne dica il suo parere, perché le cose considerate da molti si fanno sempre più perfette, così fai i due pilastri A-B per incastrarci essa saracinesca”. Come necessario, al centro la “Scala con la quale si è fatto il presente disegno” e, nell’angolo di destra, in riferimento al presente progetto, “ Mandato dal Paoli a – 1661”.

Prof. Luigi Lucchesi

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Luglio 2010 19:37