Home Tradizioni, Feste&Eventi Tutto accadde nella selva più bella!!!
Tutto accadde nella selva più bella!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Patrizia Castellucci   
Giovedì 24 Dicembre 2009 23:22

L'antica tradizione della Transumanza si è ripetuta anche quest'anno. Il racconto di Patrizia.

Allevata libera, protagonista del cambiamento delle stagioni come padrona degli alpeggi, la mandria del Filippi anche questa volta è tornata a Castiglione. E in quel bel giorno di festa che c’era a Castiglione, chiacchierando tra il fumo delle caldarroste bruciacchiate, io e Giuseppe, abbiam deciso che era ora di partire. Così, con la luna calante alle spalle che scompariva nell’alba limpida di ottobre, noi avanzavamo verso le montagne, su rombanti fuoristrada. Scesi sotto le pendici del monte Prado, subito con entusiasmo eravamo davanti all’improvvisato recinto delle vacche e… TRADIMENTO!!!! … erano già partite, come in passato, partite senza di noi… e allora via a cercarle per boschi e prati, saltando i fossi, cercando “tracce fresche” che parlassero di loro…

Per fortuna non erano molto lontane e con studiato gioco di squadra le abbiamo radunate e finalmente siamo partiti.

Subito si sono formati due gruppi, quello trainante, dove c’era una new-entry: Enrica, personaggio misterioso ed affascinante che viene non si sa da dove, non si sa quanto si ferma e se poi c’era veramente…. e il gruppo di chiusura, del quale faceva parte un’altrettanto misteriosa bionda che è riuscita a far dimenticare al Cecco tutti gli appuntamenti amorosi durante la traversata. Mitico Capo Comanches “Cecco”, ma cosa gli farai alle donne?!? Tra la barba e i folti capelli, nasconde due occhi vivaci e selvatici che sanno raccontare della sua terra, delle leggi del bosco e della natura di tutte le cose…

Tutto il resto del viaggio è filato via liscio fino a Campaiana, dove c’è stata un po’ di baruffa per far uscire due tori che si erano infilati abusivamente nel nostro branco ma che sono poi fuggiti dietro le urla, le imprecazioni e i bastoni che roteavano su di loro; sembrava una corrida tra le ginestre!

Certo che quando ci avvicinavamo a casa, più stanchi tutti, vitelli, vacche, belli, brutti, belati e muggiti, già c’era la nostalgia di lasciarci alle spalle il sole che tramontava sulle valli e sulle cime e anche sulla nostra traversata!!!

Ma il tempo della nostalgia è breve, perché subito ci addentriamo nella calda casa di Silvia e cominciamo a filosofeggiare, col bicchiere in mano, sulla vita, sulle donne e sull’amore, tra abbacchi, dolci e prosecchini.

Fatto già tardi, gli ultimi si attardano ancora sotto le stelle, come per allungare quel bel tempo passato insieme, per lasciarci complici della buona compagnia.

Non tanto per la transumanza, quanto per questa terra, per la sua storia antica e per chi la vive.

Patrizia Castellucci