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LO PSICOLOGO CECCHINI SI RIVELA COME SCRITTORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Demetri   
Lunedì 28 Settembre 2009 15:04

Dopo la brillante performance universitaria che ha conferito al nostro compaesano Alberto Cecchini (del Monticello) il titolo di laurea in psicologia presso l’università di Firenze adesso, non pago di questi recenti successi, ha tentato di confermare le sue capacità introspettive per sfornare un bel romanzo non semplice per noi comuni mortali a causa delle tematiche che in esso vengono trattate.

I due pilastri del romanzo sono le teorie della  psicoanalisi di Sigmund Freud e l’olocausto visto da una prospettiva ancor più tremendamente drammatica: dagli occhi di un bambino.

Questi temi del romanzo, però, sono solo uno strumento perché la trama della storia è ben chiara e definita e in parte prescinde da essi.

Su questi due aspetti de “Il Talismano” , questo è il nome del romanzo, è incentrata la trama di tutta la storia, per questo il dott. Cecchini è stato invitato a tenere un incontro-dibattito legato al ciclo di iniziative che da alcuni anni si tengono per la Giornata della Memoria in cui vengono ricordati, proprio per non dimenticare, le tremende atrocità compiute dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

L’interessante incontro si è tenuto a fine gennaio nel palazzo comunale di Pieve Fosciana ad ha visto una nutrita partecipazione da parte di molti giovani che con attenzione e commozione hanno ascoltato l’approfondita e delicata analisi psicologica, descritta dal Cecchini, che deve essere eseguita sui bambini che hanno subito violenze di questo genere e che purtroppo continuano ad accadere anche oggi.

Il dott. Cecchini ha rimarcato più volte la difficoltà di riuscire a perseguire buoni risultati sui bambini che hanno subito traumi di questo genere, in pratica lui ha spiegato che lo shock si manifesta sin da subito ma che le conseguenze peggiori si presentano in seguito quando cioè il bambino, ormai adolescente se non addirittura adulto, prende realmente atto delle violenze subite e si trova a fare i conti con una società in preda all’oblio che non ha fatto ciò che doveva e poteva fare: ascoltare il loro grido di aiuto e tutelarli.

Marco Demetri