Home Cultura e Storia del territorio Consigli di Lettura: "Il libraio di Kabul" e "Mille splendidi soli"
Consigli di Lettura: "Il libraio di Kabul" e "Mille splendidi soli" PDF Stampa E-mail
Scritto da Monica Martini   
Venerdì 18 Aprile 2008 01:00

A tutti coloro che sono rimasti affascinati da “Il cacciatore di aquiloni” e che sono curiosi di conoscere meglio, anche se solo attraverso un racconto, un Paese misterioso e temuto come l’Afganistan, vogliamo proporre due romanzi che possono aiutarci a capire meglio questo mondo sempre più vicino al nostro. Il primo è “Il libraio di Kabul” di Asne Seierstad ed il secondo è “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini, lo stesso autore de “Il cacciatore di aquiloni”.

Asne Seierstad, norvegese, una tra le più giovani ed apprezzate corrispondenti di guerra d’Europa, dopo la caduta del regime talebano si dirige a Kabul al seguito delle truppe dell’Alleanza del Nord. Proprio a Kabul conosce Sultan Khan, un libraio che ha pagato con il carcere lo scontro per la dignità della sua nazione. Da quel momento la giovane reporter diventa, per quasi un anno, “la figlia bionda” di Sultan che la accoglie nella sua casa all’interno della quale Asne sarà testimone di amori proibiti, crimini, punizioni, ribellioni giovanili e ingiustizie che segnano la vita della famiglia Khan. “Il libraio di Kabul” ci offre, con il  linguaggio semplice e diretto della quotidianità, uno spaccato della vita afgana nella primavera immediatamente successiva alla caduta dei talebani in cui si manifestano due stati d’animo contrastanti: quelli di “qualcuno che vuole gettarsi l’inverno alle spalle e rifiorire e quello di altri che si sentono condannati ancora a mangiare la polvere”.

“Mille splendidi soli” racconta le vicende di due donne profondamente diverse, Mariam e Laila, che la guerra fa incontrare in modo imprevedibile. Mariam, figlia illegittima di una serva e di un ricco uomo d’affari, cresce con la madre in un casolare isolato aspettando con ansia il giovedì, giorno in cui il padre le fa regolarmente visita. Vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre ad Herat, casa in cui lui non la porterà mai perchè Mariam è una harami (una bastarda) e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto.

Laila, terza figlia di un professore, nasce a Kabul la notte della rivoluzione comunista nell’aprile del 1978 ed ha soltanto due anni quando i suoi due fratelli maggiori si arruolano nella Jihad per non fare più ritorno. L’unico compagno di giochi della sua infanzia è Tariq, il figlio dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma che la fa ridere e sa difenderla dai dispetti dei coetanei. Due donne tanto diverse si troveranno a dividere la stessa casa come mogli dello stesso uomo, Raschid: per nessune delle due sarà però un matrimonio felice, anzi la convivenza con Rashid si trasformerà in un vero inferno in cui solo l’amicizia e l’amore forniranno loro un’ancora di salvezza. Accomunate dallo stesso destino le due donne si scopriranno complici e, in nome di un irrinunciabile diritto alla vita, sfideranno la morte. “Mille splendidi soli” è un racconto che “arriva dritto allo stomaco e al cuore” e che, oltre alla storia di enormi differenze che esistono, ancora nel 2008, tra il nostro mondo ed un paese, l’Afganistan, che sembra non riuscire a trovare pace.

Sperando di non avervi annoiato troppo e di avervi incuriosito (almeno un pò), vi auguriamo buona lettura!

Monica Martini